Durante la giornata di mercoledì, a seguito della riunione fra il Governo catalano ed il Ministero della Salute, Alba Vergés, Ministro della Sanità della Cataluña, annunciò quali saranno le prossime regioni ad adottare il cambio di fase. Barcellona resta un’ulteriore settimana esclusa dalla fase uno.
La fase uno in Cataluña
Secondo quanto stabilito dal piano standard del Governo, la Spagna avrebbe incalzato la fase uno il giorno 11 maggio. Tuttavia, non fu così per tutte le regioni spagnole. Di fatto, diverse regioni della Cataluña non potettero avanzare alla fase successiva. Le regioni di Terres de l’Ebre, Camp de Tarragona e Alt Pirineu-Arán furono le uniche, fra quelle della Comunità catalana, a possedere i recquisiti per il passaggio di fase.
Cosa comporterà muoversi in fase 1?
La fase iniziale implicherà: la riapertura dei piccoli commerci, le riaperture delle terrazze con un limite massimo di occupazione ed, inoltre, di hotel ed alloggi turistici escludendo, però, gli spazi comuni; potranno riaprire i luoghi di culto, limitando ad un terzo la propria capacità, ed allo stesso modo gli eventi culturali. Potranno svolgersi nuovamente i funerali; è contemplata l’idea di riaprire i centri sportivi. Verrà permesso spostarsi nelle seconde residenze qualora si trovassero nella stessa provincia. Ci si potrà riunire in casa con un limite massimo di persone.
Barcellona città resterà ancora esclusa
Lunedì 18 maggio sarà la seconda data in cui verrà impedito alla città di Barcellona di effettuare il passaggio alla prossima tappa. Secondo quanto pianificato, della Comunità catalana, lunedì 18, imboccheranno la successiva fase le regioni di: Girona, Lleida e Cataluña Centrale. Resteranno, invece, escluse Barcellona città, le zone Metropolitana Nord e Metropolitana Sud. Le tre, infatti, concentrano il 66% della popolazione:
1,5 milioni Barcellona centrale, 1,3 milioni la regione Metropolitana Sud ed 1,9 milioni la regione Metropolitana Nord. Stando a quanto spiega Alba Vergés, Ministro della Sanità, le regioni candidate a tale passaggio ospitano una minore polazione e, dunque, una mobilità più gestibile.
La stessa afferma anche, però, che avanzeranno nell’immediato delle proposte “intermedie” sui territori esclusi; affinchè si possano alleggerire le misure restrittive attualmente vigenti, senza effettuare necessariamente il passaggio alla fase uno. L’ha definita esattamente come fase 0,5. Saranno consentiti i funerali, sebbene ridotti, e le riaperture di biblioteche e centri di alto rendmento sortivo, ma non le palestre. Saranno, inoltre, avvantaggiati i commerci, i quali potranno lavorare senza l’obbligo di appuntamento.
“Abbiamo avuto molti incontri tecnici con il Ministero della Salute, non solo stiamo analizzando il tasso di contagio, ma anche la capacità di assistenza. Siamo certi che accetteranno le nostre proposte, che riteniamo siano molto sicure e che stiamo facendo con molta prudenza “, dichiara Alba Vergés.

