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CORONAVIRUS

La vita quando lo stato d’emergenza finirà

mascherina non obbligatoria all'aria aperta

Sicuramente lo staremo immaginando tutti, ma in realtà nessuno sa davvero come sarà il ritorno alla normalità. Non sarà certamente un ritorno alla vita passata che ben conosciamo, bensì sarà una realtà diversa. O almeno lo sarà per molti dei successivi mesi; se consideriamo soprattutto il fatto che non verrà distribuito alcun vaccino entro i primi mesi del prossimo anno. Ad ogni modo, tutti riusciremo ad adattarci ad una nuova forma di vivere, momentanea o meno che sia.

Una vita condizionata dal virus

Ciò che è certo è che, in futuro, mascherine, guanti e disinfettanti rimarranno sicuramente degli articoli quotidiani e di cui tutti necessiteremo. Avremo anche tutti un obiettivo comune, ovvero far sì che il virus non ritorni. Purtroppo, questo potrà essere possibile solamente nel momento in cui sarà pronto un vaccino, e ci sarà ancora molto da aspettare. Sappiamo che le alte temperature sono nemiche del virus, ciò faciliterà una scomparsa nei mesi estivi, però non esclude un suo possibile ritorno durante l’autunno ed il contagio della vita di altri milioni di persone.

vita dopo la quarantena-Stop Covid

Viaggiare sarà altresì un atto condizionato dalla paura di un possibile contagio. Quindi, i viaggi saranno quasi totalmente assenti finchè non vi sarà un vaccino, il quale venne recentemente annunciato che sarà, forse, pronto a Settembre e distribuito nel 2021. Inoltre, probabilmente molti settori lavorativi e di didattica continueranno ad essere gestiti a distanza. Dovremo, insomma, imparare a convirere con il virus per un lungo tempo.

Uso di mascherine e minore contatto sociale

L’uso obbligatorio di mascherine varia da nazione in nazione e da regione in regione; alcune di esse attualmente ne obbligarono l’uso ed altre solamente ne consigliarono l’utilizzo. Ciò nonostante, in futuro questo sarà sicuramente un minimo comun denominatore della maggioranza dei Paesi. In Cina, ad esempio, l’uso di mascherine sembra essere diventato ormai abituale nella vita quotidiana. L’uso della mascherina è comunque inevitabile per prevenire il contagio, soprattutto da parte degli asintomatici. Il suo utilizzo si raccomnda a maggior modo a chi si muove con i mezzi pubblici. Cercheremo, inoltre, di ridurre al minimo i nostri contatti sociali durante la vita quotidiana ed eviteremo i luoghi affollati. Sicuramente, molti luoghi dedicati alla folla come cinema, palestre, ristoranti, teatri, musei, ecc cambieranno il loro modo di lavorare. Ad esempio, recentemente a Hong Kong proibirono le reunioni che abbiano più di cinque partecipanti ed i ristoranti hanno l’obbligo di separare i tavoli con 1,5 metri di distanza l’uno dall’altro.

la vita dopo la quarantena-Coronavirus Mundo

L’Italia ha già progettato delle idee con separatori in plexiglass per gli stabilimenti balneari. Alcuni esperti sostengono che dovremo evitare il contatto sociale per almeno un anno. Inoltre, assicurano anche che eventi con grandi agglomerazioni di gente dovranno ancora aspettare molto a lungo. Tuttavia, oltre alla presenza di alcuni Paesi i quali stanno gradualmente ritirando le misure di restrizione, ve ne sono alcuni dove queste non vennero mai attuate. Ad esempio, la Bielorussia o il Turkmenistan hanno rifiutato di attuare le misure di restrizione, e la Svezia e la Corea del Sud non hanno ordinato la chiusura di negozi, ristoranti e bar, bensì hanno ordinato di applicare misure igieniche e di distanza sociale al loro interno. Vari esperti concordono sul bisogno di mantenere certe distanze sociali almeno fino al 2022.

Una vita quotidiana monitorata

Il monitoraggio attraverso il cellulare, in prevenzione di ulteriori contagi da coronavirus, sta divenendo grande ogetto di discussione. Infatti, molti Paesi, recentemente, stanno valutando di attuare questa idea per prevenire il contagio. Vi sono diverse app ideate per individuare le persone contagiate. Il passo successivo sarà poi quello di monitorare gli spostamenti ed individuare le persone con cui queste furono in contatto. Monitorare, quindi, ogni azione della vita quotidiana della persona infetta. Cosicchè, il servizio d’urgenza possa agire in tempo e possa assicurarsi che le persone infette restino in isolamento. In Italia, appunto, il commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, ha firmato l’ordinanza per autorizzare l’utilizzo di un’app appena ideata dal nome Immuni. Tale app sfrutta la tecnologia bluetooth per tracciare i contatti; il suo uso è volontario e non obbligatorio.

La vita quando lo stato d’emergenza finirà ultima modifica: 2020-04-17T09:00:00+02:00 da Francesca Chiefari

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