Secondo l’annuncio di ieri del Governo catalano, a partire da lunedì 15 marzo vi saranno delle modifiche sulla mobilità e delle novità per i commerci non essenziali.
Queste misure si manterranno durante 14 giorni; nonchè fino la domenica 28 marzo.
Il Ministro dell’Interno, Miquel Sàmper, ha evidenziato la volontà del Governo di “dare aria e cominciare a decomprimere la tensione che si vive da un anno”, sebbene avverte che “quello che non faremo è fare due passi avanti e poi dover fare quattro passi indietro“.
Modifiche sulla mobilità regionale
A causa del miglioramento segnalato dagli indicatori pandemici, i quali dimostrano un’incidenza alla diminuizione dei contagi, finalmente la Cataluña attuerà con delle modifiche sulla mobilità. Queste nuove restrizioni influeranno sul confinamento perimetrale, il quale venne decretato lo scorso 31 ottobre. A partire da lunedì 15 marzo, si potrà circolre su tutto il territorio catalano; tuttavia permane il divieto di entrata ed uscita dalla Cataluña. Inoltre, tali spostamenti saranno permessi solo ed esclusivamente se compiuti con la propria cerchia di convivenza.
Lo conferma il Ministro regionale della Sanità, Alba Vergès, la quale esprime la volontà di mantenere queste variazioni oltre questa data; nonchè durante la Settimana Santa.
Le modifiche per i commerci non essenziali
Il commercio non essenziale potrà riaprire durante il fine settimana; le attività potranno però occopuare una superficie di 800 mq con capactà massima del 30%. Lo stesso varrà per i centri commerciali a partire dal prossimo sabato 20 marzo. Allo stesso modo, sale giochi, casinò e sale bingo potranno riprendere la loro attività con una capienza massima del 30% e con gruppi di massimo sei persone; tuttavia, verrà escluso il servizio bar.

Anche in ambito culturale termineranno alcune limitazioni. Di fatto, verrà revocato il divieto di serate di gala, cerimonie di premiazione e festival. La cultura popolare sarà concessa esculsivamente nel caso in cui si tratti di attività statiche svolte in spazi perimetrali o chiusi; con gli stessi limiti di capacità delle attività culturali, con il pubblico a sedere ed il controllo del flusso degli spettatori.




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