Durante la giornata di giovedì, il Governo catalano ha proposto delle leggere modifiche sulle restrizioni attualmente vigenti in Cataluña.
Tuttavia, continuerà a vigere l’obbligo di chiusura per i commerci di oltre 400 mq e dei centri commerciali, almeno fino al giorno 22 febbraio.
Marc Ramentol ha giustificato questa scelta dichiarando che “gran parte dell’interazione sociale ruota attorno al commercio.”
Le modifiche sulle restrizioni interesseranno la mobilità e la ristorazione
Josep Maria Argimon, Segretario della Sanità Pubblica, aveva già accennato che le attuali misure restrittive si sarebbero prolungate ulteriormente; apportando, però, delle piccole modifiche volte ad alleggerirle. A seguito dell’appprovazione del Procicat, le stesse entreranno in vigore lunedì otto febbraio in territorio catalano. I cambiamenti interesseranno principalmente la mobilità, il settore della ristorazione e gli impianti sportivi. Per ciò che riguarda a mobilità, l’intera Cataluña passerà dal confinamento municipale al confinamento regionale; il che permetterà spostarsi al di fuori del proprio municipio, purchè all’interno della stessa regione. Gli spostamenti al di fuori della propria regione potranno avvenire solamente per motivi validamente giustificati.

Un’ulteriore novità riguarda, finalmente, le palestre. A partire da lunedì 8, le palestre al chiuso potranno riaprire. Tuttavia, sarà concessa loro una capienza limitata al 30%; mentre le attività di gruppo potranno svolgersi con un massimo di sei persone, indossando la mascherina. Infine, continueranno ad essere consentite le attività sportive all’aria aperta.
Ampliamento d’orario per bar e ristoranti
La terza proposta del Governo interessa il settore della ristorazione; permettendo di allargare di un’ora la fascia oraria d’apertura. Di fatto, bar e ristoranti potranno servire al mattino dalle ore 7:30 alle ore 10:30; mentre all’ora di pranzo a partire dalle ore 13:00 fino le ore 16:30. Ciò dovrebbe aiutare a gestire meglio l’affluenza dei clienti. Dopo di tale ora, potranno offrire solo il servizio d’asporto o a domicilio, esattamente come era già stabilito in precedenza. Continueranno ad essere concesse riunioni ai tavoli fino ad un massimo di sei persone; purchè appartengano ad un masismo di due gruppi di convivenza differente. Resteranno invariate anche le restrizioni sulla capienza al loro interno.




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