ITALIANI A BARCELLONA

Storie di italiani a Barcellona – Matteo Tonelli

Italiani a Barcellona

Gli italiani a Barcellona sono la prima comunità straniera.

È sempre in aumento il numero di italiani che decidono di stabilirsi nella capitale catalana; nel 2014 erano almeno 25mila i connazionali ufficialmente residenti. Vicina a noi geograficamente, culturalmente e linguisticamente (anche se no, non basta solo aggiungere una “s”) non è difficile capire perché tra noi e la città di Gaudì sia spesso amore a prima vista. Una città magica, suggestiva, cosmopolita, ma nella quale riusciamo sempre a sentirci come a casa. Ma chi sono gli italiani a Barcellona e, soprattutto, cosa li ha portati qui? Vi proponiamo la prima di una serie di interviste a nostri connazionali che hanno voluto condividere con noi le loro esperienze.

La storia di Matteo e di come è arrivato nella città di Gaudì

Matteo, classe 1991, è nato a Castelnuovo Rangone, in provincia di Modena. Durante il suo percorso universitario in Scienze della Comunicazione ha sempre lavorato presso l’azienda di famiglia, che si occupa di lavorazione delle carni. Subito dopo la laurea ha deciso di trasferirsi in Catalunya e qui vive da un anno e mezzo.

Perché hai deciso di trasferirti e quali ostacoli hai incontrato inizialmente? Di cosa ti occupi?

La mia fidanzata era spagnola e lavorava in Spagna come infermiera, così, finiti gli studi, ho deciso di seguirla. Vivevo a Segur de Calafell, un paesino che sta più o meno a metà strada tra Tarragona e Barcellona. Quando sono arrivato non parlavo ancora né lo spagnolo né, soprattutto, il catalano, lingua con la quale mi sono dovuto confrontare subito, vivendo in una piccola città. All’inizio è stato quindi abbastanza difficile inserirmi e trovare lavoro.

Poi, tramite l’Università di Modena e Reggio Emilia, sono riuscito ad attivare un tirocinio presso un’agenzia di viaggi. Grazie a questo ho maturato esperienza e sono riuscito a migliorare moltissimo il mio inglese, che qui è fondamentale per lavorare. Finito il periodo di tirocinio ho fatto una serie di colloqui e da agosto lavoro a Barcellona con HP Enterprise, occupandomi di Business to Business.

I primi mesi non sono stati facili, perché abitavo ancora molto lontano e passavo in treno quasi quattro ore al giorno tra andata e ritorno.

Passato un anno dal mio arrivo, mi piaceva la situazione che ero riuscito a crearmi, il lavoro e gli amici conosciuti qui. Così, quando io e la mia fidanzata ci siamo lasciati, ho deciso di trasferirmi a Barcellona, luogo decisamente più pratico sotto molti punti di vista.

Cosa ti manca di casa e cosa invece ti piace di Barcellona? Quali sono i luoghi che preferisci?

Di casa mi manca, ovviamente, il cibo! Poi la famiglia e gli amici di sempre. Per fortuna ultimamente il mondo è molto piccolo e in un’ora e mezza di volo posso essere a casa. Grazie alla tecnologia, poi, i modi per sentirsi sono tanti ed è semplice accorciare le distanze. Mio padre si accontenta di vedermi una volta al mese…di più non è disposto a cedere!

Di Barcellona mi piacciono tutti gli aspetti della grande città: è viva in ogni momento, c’è sempre qualcosa da fare e i trasporti pubblici sono efficientissimi.

Il quartiere che preferisco è sicuramente Gràcia, poi mi piace moltissimo anche Passeig de Sant Joan, la piccola rambla dove abito adesso.

Quando mi capita di uscire presto da lavoro vado spesso a fare una passeggiata sulla spiaggia della Barceloneta, un panorama di cui è difficile godere in Emilia!

Spiaggia quartiere Barceloneta

Spiaggia di Barceloneta, quartiere di Barcellona. PH: Matteo Tonelli

Esci spesso con altri italiani?

Gli italiani a Barcellona sono tantissimi, li si sente soprattutto parlare molto! Io, a parte alcuni colleghi con cui ogni tanto esco, non ho molti altri contatti. Mi trovo bene ad uscire con amici spagnoli o a fare conoscenze sul posto. Ci sono molti locali dove poter fare scambi linguistici, un modo molto utile per migliorare la lingua.

Per quanto riguarda le abitudini “italiane”, anche qui mi piace seguire le partite e mangiare una buona pizza. Di sicuro quella non avrà prezzi italiani, ma è l’atmosfera che conta!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Non ho ancora progetti chiari, ho iniziato da poco questo nuovo lavoro e per il momento sono molto concentrato su questo.

Tra qualche anno forse deciderò di spostarmi di nuovo, verso mete diverse. Magari Londra. Per ora, però, è solo un’idea che non ha ancora preso veramente forma.

Il mio desiderio è comunque, prima o poi, quello di ritornare a casa. Mi è dispiaciuto molto non aver avuto la possibilità di andare in Erasmus quando facevo l’università, quindi mi sono “inventato” il mio Erasmus autofinanziato.

Se dovessi tornare a casa saprei di avere un luogo che mi aspetta immutato, la mia famiglia ne sarebbe sicuramente contenta, ma per adesso mi godo il mio momento qui.

Rossella Pergetti

Autore: Rossella Pergetti

A Barcellona per caso, nata dalla nebbia della Pianura Padana, è certa di essere stata un gatto nella sua vita precedente. Tende ad addormentarsi in metropolitana e a iniziare cose e non finirle. Le piacciono i brutti film horror, tradurre sottotitoli, scrivere e scrivere dei viaggi che fa (e che si fa).

Storie di italiani a Barcellona – Matteo Tonelli ultima modifica: 2018-02-05T19:04:59+00:00 da Rossella Pergetti

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